Che cos'è un distretto industriale?
Il termine "distretto industriale" viene utilizzato per la prima volta dall'economista inglese Alfred Marshall, nei Principles of Economics del 1890, per descrivere la realtà delle industrie tessili di Lancashire e Sheffield. Egli diede la seguente definizione: «Con il termine distretto industriale si fa riferimento ad un'entità socioeconomica costituita da un insieme di imprese, facenti generalmente parte di uno stesso settore produttivo, localizzato in un'area circoscritta, tra le quali vi è collaborazione ma anche concorrenza».
Il distretto industriale in Italia
In Italia, il recepimento giuridico dei distretti industriali viene introdotto con la Legge n. 317 del 1991, nella quale "si definiscono distretti industriali le aree territoriali locali caratterizzate da elevata concentrazione di piccole imprese, con particolare riferimento al rapporto tra la presenza delle imprese e la popolazione residente nonche' alla specializzazione produttiva dell'insieme delle imprese” (art. 36.1) Non sufficiente ad una corretta individuazione dei siti economici nazionali definibili come distretti, la normativa è stata oggetto di revisione con la Legge n. 140 del 1999, che specializza la definizione di distretto attraverso l'introduzione del “sistema produttivo locale” (art. 6).
Il distretto industriale in Friuli Venezia Giulia
In Friuli Venezia Giulia l’individuazione dei Distretti è la stata disciplinata con la Legge regionale n. 27 del 1999 (“Per lo sviluppo dei Distretti industriali”). Successivamente tale normativa è stata modificata dalla Legge regionale n. 4 del 2005, al fine di sostenere l’evoluzione competitiva delle imprese. In essa, la definizione di distretto viene così riformulata: “Il distretto industriale e' un sistema locale formato da imprese variamente specializzate, sia manifatturiere che di servizi, sia artigiane che industriali o che comunque partecipano alla medesima filiera produttiva o a filiere collegate, nonche' dagli attori istituzionali che svolgono un'attivita' rilevante all'interno del contesto locale” (art. 13 che sostituisce l'art.1 della L.R. 27/99).
Criteri di individuazione dei distretti industriali
I criteri di individuazione sono contenuti nella delibera della Giunta regionale n. 1695 del 21 luglio 2006, pubblicata sul Bollettino ufficiale regionale n. 33 del 16 agosto 2006:
a) l'indice di densità imprenditoriale dell'attività manifatturiera, calcolato in unità locali in rapporto alla popolazione residente
b) l'indice di specializzazione produttiva, calcolata in base al numero di addetti in una determinata attività manifatturiera
c) l'equilibrio della composizione societaria e delle norme statutarie tra i soggetti componenti l'ASDI
d) l'omogeneità di filiera per la determinazione del settore produttivo
e) l'interprovincialità e l'interregionalità nella formazione dei Distretti
L'ASDI
La revisione introdotta con la L.R. 4/2005 abolisce i precedenti comitati di distretto (privi di strutture per lo svolgimento dei propri compiti, nonché di personalità giuridica), prevedendo l'istituzione di apposite Agenzie per lo sviluppo dei distretti industriali (ASDI), costituite sotto forma di società consortili a capitale misto pubblico e privato, in grado di prestare effettivi servizi alle imprese del territorio di competenza. L’istituzione delle ASDI deriva dal concetto della filiera produttiva allargata agli attori istituzionali che svolgono attività al servizio delle imprese del distretto, ridefinendo le priorità volte al rafforzamento della loro competitività. Viene pertanto prevista la partecipazione alle ASDI da parte di imprese insediate nel distretto, di comuni, province, camere di commercio, consorzi ed enti per lo sviluppo industriale, associazioni imprenditoriali, organizzazioni sindacali, associazioni di categoria, garantendo una reale rappresentatività degli attori operanti nel distretto nel rispetto di principi di equilibrio e di equa rappresentanza tra i soggetti presenti nella compagine sociale. La normativa che disciplina l'Asdi Sedia è costituita dal DGR. 59/2007, DGR. 412/2007 e dal DPReg 55/2007.
Il Distretto della Sedia
Localizzato nel Friuli-Venezia Giulia, ai confini nordorientali dell’Italia, il Distretto Industriale della Sedia si sviluppa su un’area di circa 250 kmq. Il nucleo industriale originario - costituito dai Comuni di Corno di Rosazzo, Manzano e San Giovanni al Natisone, ovvero il “Triangolo della Sedia” - si è via via esteso fino a comprendere oggi ben undici Comuni della provincia di Udine. Nell’area operano numerose aziende, tutte altamente specializzate nelle singole fasi del processo produttivo, dalla produzione della componentistica, all’assemblaggio e rifinitura dei prodotti. La gamma offerta è vastissima per tipologia di seduta e materiali, attentamente studiata per incontrare anche i gusti del mercato internazionale. Comune denominatore di tutta la produzione è la garanzia di un know-how che coniuga la tradizione alla più moderna tecnologia, oltre all’alto standard qualitativo caratterizzante ogni singola componente e quindi il prodotto finale.
Un po' di storia...
La tradizione dell'industria sediaria affonda le proprie radici nel Medioevo, come testimonia un dettaglio dell'Ara di Ratchis a Cividale del Friuli. Dal 1400 al 1700 si fa sentire l'influenza della Repubblica di Venezia, che accoglieva presso di sé falegnami e intagliatori friulani i quali poi riproponevano in patria i modelli di sedie venete appresi nella città della Serenissima. Con l'arrivo degli Asburgo nelle allora zone produttrici, Mariano e Corona, le botteghe, per evitari gli altissimi dazi che erano stati imposti, si trasferiscono a Manzano, che faceva parte del Regno d'Italia. All'inizio della Prima Guerra Mondiale dai laboratori friulani uscivano ogni anno 1.2000.000 sedie, record azzerato dalle pesanti conseguenze degli eventi bellici. Lo sviluppo del settore avviene definitivamente negli anni Cinquanta: nel 1951 gli stabilimenti sono già 137 con 1.237 addetti e dieci anni dopo il numero delle aziende è quasi raddoppiato. E' in questo periodo che il distretto friulano inizia a rendersi conto dell'importanza di fattori strategici quali l'immagine e il design: prendono il via i sodalizi con grandi esponenti dell'Italian Style milanesi quali Gio Ponti, Carlo De Carli e Vico Magistretti, e si crea un'interessante sinergia fra azienda produttrice e designer. Nel 1977 viene inaugurato il primo Salone della Sedia di Udine che per diversi anni ha rappresentato l'unica fiera al mondo specializzata in sedute.