ASDI SEDIA - MGDF
RILANCIO DEL DISTRETTO DELLA SEDIA
COMPETITIVITA’ DELLA SUBFORNITURA : AGGREGAZIONE DI IMPRESE
La forte frammentazione che caratterizza la realtà delle imprese distrettuali in presenza di un numero consistente di “micro imprese”, comporta che l’attuale configurazione dimensionale delle imprese risulti eccessivamente frazionata per affrontare le sfide della competizione globale in un mercato fortemente calato nel 2009 e con previsioni di lenti recuperi a partire dal secondo semestre 2010.
Si intravede inoltre l’uscita dal mercato di imprese prevalentemente marginali sulla base di due aspetti spesso concomitanti: da un lato per il profilo dimensionale ed economico dell’azienda, dall’altro per le difficoltà del cambio generazionale.
Non può in ogni caso sfuggire il carattere perdurante e particolare della crisi in corso, dove elementi di tipo congiunturale si mescolano con le trasformazioni strutturali dovute all’impatto dei processi di globalizzazione. Ne sono un esempio molte imprese operanti sul mercato finale, a suo tempo tradizionali committenti dei subfornitori locali, che hanno da alcuni anni imboccato la strada dell’internazionalizzazione delle attività produttive, delocalizzando gli approvvigionamenti di semi lavorati anche attraverso investimenti diretti, acquisendo imprese estere già esistenti.
Si tratta pertanto di ripensare la tipica configurazione di una rete di relazioni interaziendali, esemplificata dalla filiera produttiva della sedia in legno, individuando gli specifici anelli deboli. Occorre ricordare che il grado di diversificazione produttiva in termini di materiali (legno, metallo, plastica) e di tipo di prodotto (sedie, tavoli ecc.) fa sì che il distretto non sia più rappresentabile da una sola filiera, ma da un insieme di filiere distinte anche in presenza di segmenti comuni.
Per tutte queste considerazioni risulta indispensabile promuovere, anche attraverso adeguati strumenti di politica industriale e territoriale (imprenditori, ASDI, istituzioni, distretto), le forme più consoni e praticabili di aggregazione tra le imprese più vivaci e confidenti sulla possibilità contingente di reagire alla crisi, al fine di aumentare il numero delle realtà aziendali sufficientemente attrezzate sul piano delle fonti di vantaggio competitivo sostenibile.
Sono questi gli obiettivi del progetto, che si propone, per quegli imprenditori che condividono strategicamente tale impostazione, di :
- realizzare economie di scala nella produzione, negli acquisti, negli investimenti, nell’acquisizione di nuove tecnologie, nell’individuazione di servizi comuni e sinergici ecc.
- attrarre e mantenere competenze tecniche distintive (anche legate alle eccellenze del territorio) e manageriali, che possano costituire sensibili e tangibili attrattive per nuovi clienti.
Il progetto si articola in diverse fasi concatenate tra di loro così rappresentate:
* raccolta delle adesioni di partecipazione al progetto ove ASDI abbia sondato le preliminari e manifestate consapevolezze delle aziende ad esplorare la fattibilità di una forma di aggregazione;
* conseguenti check up finalizzati a definire, per i cluster che si stiano formando, i punti di forza, i “fondamentali” economici finanziari e i potenziali di sviluppo dei prodotti/processi;
* verifica della raggiungibilità degli obiettivi, individuando azioni da intraprendere e risorse umane e finanziarie necessarie;
* formule di aggregazione applicabili;
* sviluppo dei programmi operativi;
* start-up delle attività.
